Leadership è qualcuno che ha dei follower
Questa  affermazione di Peter Drucker da più parti definito “l’uomo che inventò il management” è disarmante nella sua banale ed essenziale semplicità.
La  conseguenza sostanziale però sta nel mettere in evidenza che parlare di leader e leadership, vuol dire parlare di team, di un gruppo più o meno numeroso che vuole raggiungere una meta predeterminata.
Nel produrre questo ragionamento non si può prescindere dal considerare il contesto attuale in cui si muovono le organizzazioni oggi.
Lo scenario è complesso, interconnesso ed in perenne mutamento, la crisi di questa ultima stagione ha intricato ancora di più il panorama di riferimento.
La necessità di sviluppare un gioco di squadra assume quindi un rilievo centrale, irrinunciabile, una vera è propria conditio sine qua non.
Team allora inteso come un gruppo  di persone che deve:
• condividere uno scopo,  un obiettivo in comune
• collaborare, moltiplicando le risorse (effetto sinergico)
• Condividere i  vantaggi  derivanti dai successi raggiunti
In tal senso si può affermare che Il lavoro di squadra permette ad ognuno dei suoi componenti:
• di sentirsi coinvolto e motivato
• di sentirsi responsabile davanti ai compagni oltre che all’azienda
• di trovare motivazioni più forti all’impegno
• di snellire le procedure
• di esercitare un monitoraggio continuo e più agile sui processi di lavoro
• di rispondere in tempo reale alle difficoltà in modo efficace
In prima istanza allora bisogna comprendere che  per costruire team efficienti è essenziale.
• essere convinti dei vantaggi del lavoro in gruppo
• condividere obiettivi comuni
• avere delle regole, condividerle e rispettarle
• lavorare per raggiungere accordi
• prevenire gli ostacoli
• cercare decisioni condivise
• risolvere i conflitti
Qualcosa che in sintesi si può tradurre in:  buone competenze comunicative e relazionali!!
Per far si che tutto questo passi dal livello di situazione desiderata a realtà concreta e performante è necessario che
• Obiettivi e metodi siano chiari e condivisi
• Il gruppo sappia gestire il tempo, definire e rispettare ruoli, procedure e regole
• Ci sia spazio per il contributo di tutte le risorse presenti
• Il gruppo sappia potenziare le diversità ed aprire nuove prospettive per far emergere soluzioni innovative
• L’interazione dei singoli diventi integrazione
Deve essere chiaro che ci sono a questo punto due piani da integrare per far nascere il team:
RELAZIONE
L a dimensione dello “stare insieme” , della socializzazione,
PRESTAZIONE.
la dimensione del “fare insieme” che pone l’accento sui risultati da produrre.
Distinguendo tra obiettivi da realizzare(dove vogliamo arrivare) e compiti da svolgere (cosa facciamo e come lo facciamo) per realizzarli questi obiettivi.
In termini comportamentali per essere parte di un team bisogna maturare un comportamento cosiddetto assertivo, ovvero orientato all’affermazione del se senza che questi comporti il soccombere dell’altro, degli altri.

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