Se non hai mai avuto modo di farlo parlare in pubblico è  una attività, un’abilità particolarmente complessa, insidiosa ed ansiogena.
Bisogna lottare con la paura di essere derisi, la paura di commettere errori, in sostanza con la paura di essere vulnerabili.
Ci sembra di essere in balia di qualcosa che assolutamente non possiamo contrastare…. e che il pubblico ludibrio sia perennemente in agguato!
Sentiamo “le farfalle nello stomaco” come l’innamorato di fronte alla fonte del suo sentimento, percepiamo lo stesso timor panico che ci affligge al momento del distacco dell’aeromobile in occasione del nostro primo volo.
Eppure siamo in un mondo dove la necessità di parlare ad una platea, ad un pubblico più o meno vasto, più o meno interessato, più o meno competente è un evento affatto raro e singolare.
Intendo dire che non è più una prerogativa di politici (anche se spesso sembrano  non averlo compreso a pieno!!!), di top manager o di comunicatori professionali di qualsivoglia genere (professori universitari, giornalisti ecc…).
Sempre più spesso quindi ci capiterà di doverci interfacciare con la necessità di confrontarci con quella che possiamo definire  “Abilità Oratoria” ovvero l’arte di apparire e comunicare dinanzi ad un pubblico.
Avendo chiaro che l’obiettivo è: presentare ed esporre il tuo discorso a questo pubblico, affinchè esso  lo comprenda, non dimenticando di agire in un contesto in cui tempo e risorse a tua disposizione sono limitati.
Vediamo allora cosa ci può aiutare ad affrontare questo percorso.
Una prima considerazione che voglio fare è che si usa dire che l’abito non fa il monaco…. Certo, ma ha senz’altro la sua importanza.
Con questo intendo porre l’accento sulla parte non verbale che si pone in essere/si attiva quando ci si cimenta in un contesto comunicativo, che potremmo anche chiamare prossemica o body language e che per gli esperti riveste un ruolo determinante nell’influenzare tout-court l’attività del comunicatore .
Il contesto, l’arena nella quale dovremo svolgere la nostra performance è un altro elemento determinante e modellante nella e della formula di comunicazione che utilizzeremo.
Cerco di chiarire meglio quanto detto.
Pensate al caso in cui si è invitati a fare un orazione funebre, sembra ovvio che si eviterà di indossare quello stupendo tight giallo comprato in occasione degli ultimi saldi, e ci si asterrà dall’esordire con “la sapete l’ultima sui….”
Magari sarà più consono all’uopo un vestito nero ed un più serio contegno anche nel tono della voce e nelle cose che diremo pur non disdegnando un accenno un po’ più lieve nel momento del ricordo.
Ma entriamo un po’ di più nella forma della comunicazione che stiamo analizzando.
Innanzitutto è bene considerare che un discorso si compone immancabilmente di :
1) Incipit
2) Corpo
3) Conclusioni
Incipit e conclusioni sono le parti più delicate: la prima segna l’impatto iniziale sul pubblico, la seconda lascia la sensazione finale, il messaggio che più di tutti ci si ricorderà.
L’incipit può essere:
- un abstract per punti di quanto verrà affrontato durante il discorso ( = orienta gli ascoltatori e suscita interesse e aspettative);
- una citazione famosa ( = attira l’attenzione e conferisce al discorso un tono elevato);
- un aneddoto, anche personale ( = è suggestivo, predispone benevolmente il pubblico);
- una o più domande (= strategia di coinvolgimento dell’utente problem solving: invitare a un ragionamento, prima di fornire la soluzione).
Le conclusioni solitamente, anche per coerenza, riprendono lo stesso stile dell’attacco:
- un sommario conclusivo (= facilita la memorizzazione);
- una citazione ( = chiude in modo organico il discorso iniziato allo stesso modo);
- una o più domande ( = si lasciano al pubblico interrogativi aperti, spunti di riflessione);
- ……
Un aspetto di grande importanza riguarda il linguaggio da adoperare che deve essere:
- chiaro, evitando espressioni gergali ed eccessivi tecnicismi;
- logico, cercando di non appesantire l’insieme con dati irrilevanti;
- obiettivo, limitandosi alle informazioni pertinenti.
Ancora può essere utile avvalersi di immagini e tabelle (non troppe… non troppo poche), da una parte faciliteranno la comprensione e dall’altra  alleggeriranno il processo di comunicazione.
Quando si parla in pubblico … non si è da soli… e di solito chi partecipa ha fiducia e si aspetta che voi siate all’altezza del vostro compito, anche voi dovr

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