Un vecchio detto popolare dice che:
”Si spende più a fare un mercante che un dottore!”
Se la saggezza popolare dice il vero… tanto più oggi in un’arena competitiva decisamente turbolenta.
In effetti il titolo di questo articolo potrebbe anche essere:
C’era una volta il paese di bengodi…
Credo infatti che siano finiti da tempo i giorni in cui nelle imprese commerciali ogni anno si calcolava un incremento % anno su anno spesso superiore alla doppia cifra e margini sufficienti a coprire gli investimenti ed a garantire un buon profitto per l’imprenditore!!!
Oggi ci si confronta spesso con un mercato in fase di contrazione, che per assurdo, vede ogni giorno l’ingresso di nuovi competitor di varia dimensione e professionalità.
La fetta di torta che ognuno ambisce conquistare rischia di diventare … un ostia!
Oggi il consumatore è eclettico, individualista nelle scelte, poco fedele alla marca e/o al punto vendita, di fatto è sempre più difficilmente prevedibile.
E’ necessario quindi approcciare ad una visione totale dell’esperienza d’acquisto per poter comprendere appieno questa nuova generazione di Consumatori.
Il messaggio è che non basta concentrarsi solo sugli attributi del prodotto ma anche su qualsiasi altro elemento che fornisca valore durante il processo decisionale, l’acquisto e l’uso… ed altro ancora.
Come dice Zygmunt Bauman in Dentro la globalizzazione
“I consumatori sono soprattutto raccoglitori di sensazioni; sono collezionisti di cose solo in un senso secondario e derivato
C’è quindi bisogno di un nuovo tipo di orientamento dell’impresa nei confronti del mercato.
Quello rivolto all’esperienza del consumatore.
Non più solo alla produzione, al prodotto, alla vendita, al mercato, alla relazione, che sono gli approcci tradizionali del confronto con il mercato e della gestione del rapporto con il consumatore.
Le conseguenze di questo tipo di orientamento che potremmo definire come marketing dell’esperienza, sono molteplici.
Quella più rilevante e che ci troviamo di fronte ad una domanda che riveste una rilevanza sempre maggiore nei confronti della determinazione dell’offerta.
Un mercato dove funziona sempre di meno un modello di distribuzione di tipo “push” nel quale è il produttore a spingere sul mercato il suo prodotto, la sua gamma.
Oggi il sistema predominante prevede una egemonia della logica del “pull” cioè la richiesta da parte del consumatore alla rete distributiva di riferimento del prodotto che meglio soddisfa il suo modello di consumo
Ci troviamo di fronte a consumatori meno influenzabili, più autodeterminati, poiché possono accedere ad un numero crescente di fonti di informazione ed implementare la loro competenza d’acquisto.
E’ proprio in questo scenario che c’è un interrogativo che diventa più pressante di altri!
Perché io?
Quello che per usare il linguaggio del marketing definiremmo come:
Reason why?
Certo sul mercato vi è spazio per tanti generi di negozi e servizi ma bisogna sapere cosa si vuole fare, e farlo meglio di chiunque altro.
Le domande da porsi sono allora:
Qual
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